Dal 7 aprile “artigianato” e "artigianale" solo per le imprese iscritte all’albo
24-04-2026
La legge sulle PMI tutela ora anche le oltre 2.300 imprese del portogruarese
È stata finalmente colmata la lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza e ambiguità sul mercato: a partire dal 7 aprile 2026 i termini “artigianato” e “artigianale” potranno essere utilizzati soltanto dalle imprese artigiane iscritte all’albo della Camera di Commercio, pena una sanzione pari all’1% del fatturato, con una soglia minima inderogabile di 25 mila euro per ogni singola violazione.
Così è stato stabilito dalla nuova Legge annuale per le PMI, in vigore proprio dalla settimana scorsa. Una battaglia vinta con determinazione e impegno da Confartigianato, che vede riconosciuto e tutelato il valore dell’autentica eccellenza del Made in Italy, distinguendola da realtà che utilizzano impropriamente una denominazione che richiama qualità, tradizione e competenze specifiche.
L’obiettivo della legge è quello di garantire maggiore tutela sia agli imprenditori artigiani che rappresentano un fiore all’occhiello del nostro Paese - in particolare nei settori chiave del Made in Italy come alimentare, moda e artigianato tradizionale - sia ai consumatori, che d’ora in poi avranno la certezza che ciò che acquistano come “artigianale” derivi realmente dalla filiera manifatturiera italiana.
L’artigianato è una componente strategica dell’economia italiana, come dimostrano i numeri ufficiali: in tutto il Paese sono presenti circa 1,14 milioni di imprese con circa 2,72 milioni di addetti. In Veneto questo numero si attesta intorno a 120.000 imprese (318.000 lavoratori), 18.000 nella sola area metropolitana di Venezia che impiegano circa 48.000 addetti (con una dimensione media di 2/3 occupati ad azienda), confermando la forte importanza del settore anche a livello regionale e provinciale. Nel Veneto Orientale, e in particolare nel Portogruarese, sono oltre 2.300 le imprese artigiane attive, a testimonianza di un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell’economia locale e nel quale lavorano circa 6.200 persone.
«La possibilità di distinguere ciò che è autenticamente artigiano da ciò che non lo è - commenta Siro Martin, presidente Confartigianato-Imprese Città Metropolitana - rafforzerà la credibilità con il cliente e le potenzialità economiche del sistema».
Sulla stessa linea si posiziona il presidente di Confartigianato-Imprese Veneto Orientale, Luca Geronazzo: «Si chiude finalmente l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo. Questa norma rappresenta una tutela concreta per le nostre imprese, che ogni giorno investono in qualità, competenze e tradizione».
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